Orso di Pietra – Il blog di Arturo Diaconale

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Una intesa obbligata

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Ci vorrà parecchio tempo prima che torni il sereno all’interno del centro destra. Lo spariglio di Silvio Berlusconi ha messo in luce una esigenza che le frizioni degli ultimi tempi tra Forza Italia, An ed Udc avevano già fatto trapelare. Cioè la necessità di una ridefinizione dei reali rapporti di forza tra le diverse componenti dello schieramento moderato. E poiché la mossa del cavaliere diretta ad utilizzare il ritorno al proporzionale per favorire il passaggio dal bipolarismo al bipartitismo accentua lo squilibrio tra i vecchi rapporti di forza, non basterà qualche giorno perché il problema finalmente evidenziato trovi una soluzione condivisa. Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini, che sono politici di lunga esperienza, sanno perfettamente quale sarà il punto di caduta della inevitabile trattativa ufficiale e segreta da intavolare con Silvio Berlusconi.

Il pericolo di perdere gran parte dei rispettivi elettorati nel caso vogliano tentare di sfuggire all’egemonia del Cavaliere tentando avventure sul versante del centro terzaforzista o del fiancheggiamento al centro sinistra, impone loro di non oltrepassare i confini del centro destra. Sanno, quindi, che non possono non trattare con Berlusconi. E che sono comunque obbligati a prendere atto che lo schieramento dei moderati non è più una coalizione tra pari ma un sistema copernicano dove c’è un sole berlusconiano che supera il trenta per cento dei consensi ed una serie di pianeti destinati a stare sotto la quota del dieci per cento. Per Fini e Casini si tratta di un boccone pesante da mandare giù e digerire. Di qui le punzecchiate, le critiche, le polemiche e, soprattutto, la minaccia di vendicarsi sia dando una mano al centro sinistra quando si tratterà di punire il leader dell’opposizione con la legge Gentiloni ed il conflitto d’interessi, sia lasciando intendere che le stampelle al traballante governo Prodi potrebbero venire non solo dai soliti senatori a vita ma anche da qualche senatore distratto di An e dell’Udc.

I leader dei due partiti, però, sanno benissimo che i loro elettori non li seguirebbero nella guerriglia antiberlusconiana. E la nota congiunta di ieri, al di là delle volute forzature polemiche, lascia intendere che quando il realismo avrà superato l’irritazione una nuova intesa con Berlusconi dovrà essere comunque realizzata. Quanto tempo ci vorrà prima che questo accada? Nella Prima Repubblica ci sarebbero voluti anni, una serie infinita di Consigli Nazionali ed anche alcuni congressi dei vari partiti interessati. Nella situazione attuale è possibile che tutto avvenga in maniera accelerata. Perché se mai il governo dovesse cadere il popolo dell’intero centro destra non sopporterebbe giochi da parte di nessuno.

Written by orsodipietra

Novembre 27, 2007 a 12:53 pm

Pubblicato in Editoriali, L'opinione, Politica

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