Sappiamo già come andrà a finire. Che dopo le elezioni, sicuramente perse dal Partito Democratico, Emma Bonino non farà il ministro e Marco Pannella s’inventerà la qualunque per costringere la pattuglia di radicali infilati nel partito di Walter Veltroni a rompere i coglioni alla componente cattolica presente nei “democrats”, all’alleato giustizialista Antonio Di Pietro ed ai post-comunisti in fregola per Obama. La Binetti chiederà l’aggiornamento della 190? Pannella ed i radicali faranno le barricate in difesa anche delle virgole della storica legge. Rosy Bindi ricorderà loro di aver sottoscritto un impegno all’unità ed un programma comune? Pannella ed i radicali partiranno per la tangente su aborto, divorzio breve, su Dico e Pacs minacciando a giorni alterni l’uscita dal gruppo parlamentare del Pd. Castagnetti, Fioroni ed Enzo Carra chiederanno di fare il segno della croce dopo ogni riunione per dimostrare che i “democrats” vogliono avere buoni rapporti con la Chiesa? Pannella ed i radicali faranno “tiè” proclamando scioperi della fame e della sete contro le ingerenze del Vaticano nella politica italiana. E via di seguito. In un crescendo che impegnerà tutto il 2008, buona parte del 2009 e culminerà nella presentazione della lista autonoma del Partito Radicale alle elezioni europee. Diceva Honorè Gabriel conte di Mirabeau: “Si possono dare centomila scudi ad un uomo come me, non si può comperare un uomo come me con centomila scudi”. Deve essere per questo che Pannella ha fatto qualche conto ed ha stabilito che se per Mirabeau non bastavano centomila scudi per farsi comperare a vita, per lui i cinque milioni di euro del rimborso elettorale servono appena ad arrivare al 13 aprile!