Orso di Pietra – Il blog di Arturo Diaconale

Il blog di Arturo Diaconale

Se il Parlamento diventa inutile

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Da un lato Walter Veltroni che presenta una lista ad imitazione del casting de “L’isola dei famosi”. Dall’altro Silvio Berlusconi che seleziona la propria classe dirigente con lo stesso criterio ispiratore dell’elenco degli invitati ad un ballo di Luigi XV. Le immagini si sprecano per disegnare il prossimo Parlamento dei designati e non degli eletti. Ma serve poco soffermarsi a denunciare un fenomeno che non è nuovo e che ha ha già suscitato grandi polemiche fin dal momento in cui il sistema proporzionale con le preferenze ha lasciato il posto al maggioritario. Chi ha dimenticato le critiche contro i “paracadutati” nei collegi uninominali del “Mattarellum” del ’94, del ’96 e del 2001? E come non ricordare che già alla vigilia delle elezioni del 2006 le proteste si sprecarono contro il proporzionale con le liste bloccate che spostava dagli elettori ai vertici dei partiti la facoltà di scegliere i componenti delle Aule Parlamentari? Ormai il meccanismo della cooptazione verticistica è noto in tutti i suoi dettagli. Ciò che invece appare ancora confuso ed incerto sono le conseguenze che possono scaturire da questa sostanziale innovazione del sistema politico. La prima è che la selezione della classe politica realizzata con il solo criterio della convenienza contingente, sia quella veltroniana dell’apparenza che quella berlusconiana della fedeltà o vicinanza amicale, è destinata a produrre un Parlamento ricco delle più variegate personalità ma politicamente squalificato. Si dirà, come sostiene il Cavaliere parlando praticamente a nome dei leader di tutti gli altri partiti, che un Parlamento di soggetti di particolare qualità non serve.

La gran massa dei deputati e dei senatori, con l’eccezione di pochi esperti, non deve far altro che votare sulla base delle indicazioni dei vertici delle rispettive formazioni politiche. Per cui non è affatto necessario riempire Palazzo Madama e Montecitorio di personaggi eccellenti. Basta che siano leali e fedeli e si impegnino (per quel che è possibile) a non realizzare ribaltoni o trasformismi. D’altro canto la vicenda dei senatori a vita nella passata legislatura ha fornito la dimostrazione illuminante che nel nuovo sistema politico non c’è alcun bisogno di persone di livello superiore in Parlamento. Chi ha mai chiesto al premio Nobel Rita Levi Montalcini di illuminare sullo stato della ricerca in Italia? Le si è chiesto di votare e basta. Da lei non si è preteso l’eccellenza, ma la sola presenza. A conferma che in base alla logica del bipartitismo cesarista è meglio avere un Parlamento di asini allineati piuttosto che di dottori con smanie di autonomia. La seconda conseguenza è che la bassa qualità della classe parlamentare cooptata porta con sè la fine del Parlamento come naturale terminale di qualsiasi attività politica. Il luogo delle discussioni e delle decisioni si sposta nelle stanze dei massimi leader. E le aule parlamentari diventano la casa del Grande Fratello in cui chi ci si trova cerca di recitare con naturalezza un copione rigidissimo. La terza conseguenza, infine, è che se il Parlamento di serie B non è più il luogo dove si condensa la politica nazionale, diventa indispensabile trovare altri luoghi ed altri strumenti dove poter esercitare la funzione di controllo democratico di un esecutivo provvisto di forza e poteri straordinari. Quali? Le fondazioni, le associazioni, i mille corpi intermedi di una società avanzata ed aperta? Sicuramente. Ma prima ancora i media in genere ed i giornali in particolare. Il vuoto della politica tradizionale si colma con il pluralismo informativo.

Written by orsodipietra

Marzo 12, 2008 a 3:25 pm

Pubblicato in Editoriali, L'opinione, Politica

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