Se il criterio è politico
Passi per l’ex professoressa dei figli del Cavaliere, che altrimenti i ragazzi ci possono rimanere male. Passi per la fisioterapista di Berlusconi, che la riconoscenza è la riconoscenza. Passi per la moglie di Fede, che così Emilio la sa a Montecitorio e si tranquillizza. Passi per Elisa Alloro e Gabriella Giammanco, che si liberano delle ansie da Rete 4. Passi per l’avvocatessa Nunzia Di Girolamo, che come la Carfagna sente la necessità di dimostrare che chi è bona può essere anche intelligente. Passi per Renato Farina, che vuole andare a Montecitorio per questioni di studio (approfondire la conoscenza dei servizi). Passi per tutti i parlamentari uscenti riconfermati, che sennò andavano in depressione e buttavano tutti i soldi della pensione in psicanalisti. Insomma, uno capisce che nel mettere a punto la lista del Pdl Silvio Berlusconi non abbia badato alle questioni politiche e si sia solo preoccupato di risolvere degli spinosi casi umani. Ma, santa Madonna, era proprio necessario usare il criterio della politica solo nel caso di Ciarrapico e gridare ai quattro venti che il fascista è come la serva di Totò e serve?






