Orso di Pietra - Il blog di Arturo Diaconale

Tra storia e interessi

Pubblicato su Editoriali, L'opinione, Politica by orsodipietra su Maggio 16th, 2008

 Berlusconi-Veltroni

Si tratta di un incontro storico quello avuto ieri dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il leader del maggior partito d’opposizione Walter Veltroni? Se si considera che dal 1994 alla vigilia delle ultime elezioni la vita politica del paese è stata dominata da una sorta di guerra civile strisciante incentrata sul contrasto tra berlusconismo ed antiberlusconismo, la risposta è sicuramente positiva. E’ un fatto sicuramente storico che i nemici abbiano firmato finalmente la pace. E che da oggi in poi possa considerarsi conclusa quella lunghissima lotta fratricida che formalmente risale all’ultimo dopoguerra (ma in realtà risale all’inizio del secolo breve se non, addirittura, alla formazione dello stato unitario) e che sotto forme diverse si è consumata fino alla sua ultima versione pro o contro il Cavaliere.
Ma se non si prende a riferimento il dato più apertamente politico della fase seguita alla rivoluzione giudiziaria della metà degli anni ‘90 e si fa riferimento al sistema democratico parlamentare ed alle sue evoluzioni, l’enfasi sul carattere storico dell’incontro non ha alcuna ragione di essere.
Non c’è mai stato un solo momento, almeno nella storia dell’Italia repubblicana (ma anche in quella precedente) in cui maggioranze ed opposizioni abbiano avuto rapporti solo conflittuali. Un filo di dialogo, magari nascosto, riservato, clandestino, c’è sempre stato. Neppure la guerra fredda prima e Tangentopoli o l’antiberlusconismo o l’anticomunismo viscerale poi, hanno mai interrotto l’esistenza di un canale di collegamento tra i due schieramento fondato sulla comune consapevolezza che  in democrazia non esistono nemici da eliminare ma solo avversari con cui competere e convivere.
Dunque, se proprio si vuole attribuire un significato particolare all’incontro tra Berlusconi e Veltroni, si deve rilevare che il colloquio rende ufficiale ed evidente ciò che si sapeva da tempo. Cioè che la nostra è una democrazia che ha archiviato la sua passata precarietà ed instabilità e che ha assunto quel timbro di maturità che in passato le sembrava precluso.
Nessuno s’illude, naturalmente, che tra maggioranza ed opposizione il clima quasi idilliaco di questi giorni possa durare in eterno. Anzi, è addirittura da auspicare che l’eccesso di melassa che tende a suscitare tentazioni inciuciste, lasci rapidamente il posto allo spirito di concorrenza tra Pdl e Pd. Ma, anche quando il governo avrà cominciato a camminare ed il Pd a definire meglio la propria identità, è facile presumere che almeno fino a quando non verranno realizzate le grandi riforme istituzionali di cui Berlusconi e Veltroni hanno parlato, difficilmente si tornerà all’epoca dello scontro mortale tra nemici inconciliabili.
La ragione è che fino al momento delle modifiche costituzionali Pdl e Pd hanno un fortissimo interesse in comune. Quello di completare e perfezionare il bipartitismo avviato con il voto del 14 aprile. Fino a quando questo interesse rimarrà in piedi la “pax Berlusco-veltroniana” rimarrà in vigore. Quando finirà si aprirà una nuova fase politica dai contenuti al momento assolutamente indecifrabili.

Leave a Reply