Orso di Pietra – Il blog di Arturo Diaconale

Il blog di Arturo Diaconale

Il quadrato dei disperati

con un commento

La sinistra

Da un lato ci sono le vedove inconsolabili di un dialogo che sarebbe stato improvvisamente ed ingiustificatamente ucciso dalla decisione di Silvio Berlusconi di puntare sulla solita leggina ad personam per sfuggire al giudizio del processo Mills. Dall’altro ci sono gli antiberlusconiani viscerali che salutano con gioia la scelta del Cavaliere di riaprire le ostilità contro i magistrati perché in questo modo possono ricompattare la sinistra all’insegna della lotta contro il neofascismo risorgente.
Solo in apparenza il Partito Democratico appare diviso tra queste due diverse posizioni. In realtà le vedove del dialogo sono già virtualmente in piazza a rinnovare i girotondi con quelli per cui la guerra con il Cavaliere Nero non si è mai conclusa e potrà finire solo con la scomparsa politica (ma anche fisica) dell’odiato nemico.
Walter Veltroni non ha perso tempo ad allinearsi alle indicazioni di Eugenio Scalfari e di Furio Colombo. E quei pochi che cercano di frenare questa deriva verso l’estremismo antiberlusconiano sono destinati o a rincorrere la massa già rientrata nelle vecchie trincee della guerra che va avanti dal ‘94 ad oggi o ad essere abbandonati al loro destino.
Tutti dicono che si tratta di un ritorno all’antico, di un film già visto, di un libro già scritto. Ma questa valutazione è vera solo in parte. Perché le condizioni politiche in cui il breve armistizio post-elettorale tra maggioranza ed opposizione sfocia nella ripresa delle ostilità sono completamente diverse da quelle del passato. Queste condizioni sono segnate dall’incredibile divario di forze attualmente esistente tra il Pdl ed i suoi avversari. Nel ‘94, nel ‘96, nel 2001, nel 2006 i due schieramenti antagonisti avevano una consistenza numerica molto simile. Le vittorie del centro destra del passato non hanno mai segnato la disfatta del centro sinistra. E lo stesso è avvenuto quando a vincere è toccato al centro sinistra.
Adesso, invece, il quadro è completamente diverso. Le dimensioni reali del successo del Pdl stanno cominciando a manifestarsi solo ora. E, conseguentemente, solo in questo momento appare in tutta la sua gravità la disfatta del centro sinistra. Il risultato delle amministrative siciliane non è una semplice conferma del voto del 14 aprile. E’ la dimostrazione più eloquente della incredibile dimensione della rotta dell’intera opposizione e di tutte le sue diverse componenti.
Ma il quadro generale non ha nulla a che spartire con quelli del passato non solo per la diversità dei numeri e dei rapporti di forza in campo. Ma anche e soprattutto perché mentre il Pdl appare spinto dalla volontà della maggioranza del paese ad avviare un ciclo destinato ad affrontare e risolvere tutte le grandi questioni lasciate marcire in anni di colpevole immobilismo, il centro sinistra risulta incapace di elaborare una qualsiasi strategia diversa da quella del semplice arroccamento nel disperato quadrato dell’ultimo antiberlusconismo.
In queste condizioni, allora, non stupisce affatto che il Cavaliere abbia deciso di seppellire una volta per tutte la speranza dei suoi avversari di liquidarlo non con le armi della politica ma per via giudiziaria. Colpisce, semmai, che la sinistra rinunci a fare la propria parte nel processo di grande riforma del paese come se non avesse nulla da proporre. E lo faccia tornando a sventolare quelle bandiere del giustizialismo spicciolo che da quindici anni hanno prodotto solo sconfitte sempre più pesanti.
 

Written by orsodipietra

Giugno 17, 2008 a 1:57 pm

Pubblicato in Editoriali, L'opinione, Politica

Una Risposta

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  1. Mai articolo cosi benfatto è stato pubblicato. Complimenti.

    mario

    Giugno 18, 2008 alle 6:12 pm


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