Il dovere della maggioranza
Giustizia
Qualche bello spirito ironizza sul fatto che la bufera mediatico-giudiziaria scoppiata in questi ultimi giorni non rappresenti una vera e propria emergenza per il paese. Le emergenze, spiegano questi bei tomi dall’alto di una autorevolezza fondata solo sulla loro antica militanza politica ( curiosamente la superiorità e la diversità comunista continuano ad esistere solo nella stampa italiana), sono quelle dei salari bassi, della produzione stagnante, dell’immondizia napoletana e della sicurezza delle città. Non può essere considerata una emergenza l’esistenza di un processo in corso a carico del Presidente del Consiglio ed inchieste aperte sempre ai danni di Silvio Berlusconi da cui fuoriescono valanghe di intercettazioni maliziosamente indirizzate a schizzare di fango l’immagine del Presidente del Consiglio. La tesi degli elevati spiriti è che il Cavaliere confonde le questioni proprie con quelle della società italiana e si rifiuta di separare la propria vicenda processuale dai problemi del paese mettendo così in atto il più classico dei conflitti d’interesse.
In passato l’ipocrisia di questa tesi l’ha sempre spuntata su quanti si affannavano a ricordare come non sia sempre possibile compiere una separazione netta tra Premier e paese. Ma oggi , alla luce di quanto è avvenuto dall’indomani del 14 aprile ad oggi, appare fin troppo evidente che questa ipocrisia costituisce solo una ridicola mascheratura di un disegno politico fin troppo evidente.
Berlusconi ha stravisto per la terza volta le elezioni? L’opposizione è in ginocchio e si prevede che non possa rialzare la testa in tempi brevi? Come ridimensionare, frenare, bloccare lo strapotere del Cavaliere e , magari, riuscire a vanificare il risultato elettorale so non ricorrendo all’arma che ha sempre prodotto risultati straordinari negli ultimi quindici anni, cioè l’arma giudiziaria?
Dietro l’ipocrisia degli spiriti elevati per meriti di militanza ci sono questi interrogativi. C’è il tentativo disperato di aggirare, eludere e inficiare il voto degli italiani ricorrendo al solito strumento del colpo di stato mediatico-giudiziario . Ma, soprattutto, c’è la convinzione che il fine rappresentato dal fare fuori Berlusconi giustifica il “ tanto peggio, tanto meglio” , cioè la scelta ragionata di mandare a scatafascio il paese pur di liquidare l’odiato nemico. I bei spiriti, infatti, sanno perfettamente che se il giudice del Tribunale di Milano mantiene la promessa mai smentita di condannare a sei anni il Presidente del Consiglio, quest’ultimo di deve dimettere aprendo una crisi destinata a sfociare nelle elezioni anticipate ed a paralizzare il paese per un altro anno di tempo. Sono perfettamente consapevoli che in uno scenario del genere i salari bassi rimangono tali, la produzione non può che continuare a diminuire, l’economia non riesce a ripartire a causa della paralisi decisionale della politica e tutte le altre emergenze sono condannate a marcire. Ma per loro è più importante azzoppare il Cavaliere rampante piuttosto che preoccuparsi del presente e del futuro degli italiani.
In questa luce è fin troppo evidente che la vera emergenza è proprio quella che si vuole negare. Cioè la ripetizione del solito colpo di stato mediatico-giudiziario in atto.
Come si blocca l’ennesima manovra golpista? Semplice : con la legge. La maggioranza si affretti ad approvare in Parlamento il provvedimento di tutela delle massime cariche dello stato . Fornisca una prova di compattezza e di forza democratica. E chiuda la partita. Risolta questa emergenza la soluzione delle altre verrà di seguito.







Arturo Diaconale ha ancora una volta ragione: l’unico modo per bloccare questa ennesima prova golpista e l’immensa ipocrisia che la circonda, è la legge, ovvero la maggioranza deve dare prova, oggi più che mai, di compattezza, di fermezza e di forza democratica, di quella fermezza che talvolta non ebbe nel passato. Quanto all’ossessione delle donne, Libero la stigmatizza, chiamandola ossessione della gnocca (ma quest’ultima è una parolaccia o no, insomma la si può dire?): forse Silvio avrebbe dovuto adottare la massima simbolo dell’ipocrisia, non per niente gesuita: nisi caste, caute.
romain
Giugno 27, 2008 alle 3:01 pm
Che il Cavaliere ” confonde le questioni proprie con quelle della società italiana e si rifiuta di separare la propria vicenda processuale dai problemi del paese mettendo così in atto il più classico dei conflitti d’interesse” è vero.
Che il Cavaliere ha l’abilità di far apparire un beneficio per tutti , una legge fatta per sè, è inconfutabile
Che il Cavaliere….
Ma gli Italiani l’hanno votato, l’hanno voluto come premier e la regola democratica dice che va bene così.
Ma sicuramente il PD farà un’opposizione durissima, intelligente ed compatta.
Sicuramente nel PD non si formerranno correnti e sottocorrenti che creano scollamento nel movimento e con noi cittadini
Sicuramente nel PD ci sono persone nuove ed intelligenti che faranno implodere questo governo che non mirappresenta.
Sicuramente…
Uno degli ultimi Dreamers?A presto
Sandro De Luca
Giugno 29, 2008 alle 10:21 am