La data dell’onda
Mettiamoci d’accordo sulla data del 9 luglio. A rigor di codice è quella in cui il Gup di Napoli deciderà se rinviare a giudizio per corruzione Agostino Saccà o lo stesso Silvio Berlusconi. E metterà contestualmente a disposizione delle parti, cioè del mondo intero, i volumi delle oltre novemila intercettazioni raccolte dai magistrati in mesi e mesi di indagini sui fili telefonici che uniscono Palazzo Grazioli con la Rai di viale Mazzini. Secondo la legge, quindi, quella del 9 luglio sarà la data della apertura del vaso di Pandora da cui spunterà fuori tanta di quella immondizia da far dimenticare in un colpo solo l’intera “munnezza” napoletana.
Ma se la stessa legge stabilisce che fino al 9 luglio il vaso debba rimanere chiuso ermeticamente ed il suo contenuto coperto dal segreto istruttorio, perché non passa giorno senza che un rivolo di liquame non fuoriesca dal contenitore alla faccia del segreto e dei Codici e finisca regolarmente sulle pagine dei giornali?
Chi ha bucato il Vaso di Pandora? Chi centellina la merda? Non è che il 9 luglio sarà la data in cui tutti gli italiani si troveranno finalmente d’accordo nel lanciare all’unisono il fatidico e disperato appello “non fate l’onda”?






