Disperato Leoluca Orlando
Curiosa la storia dei girotondini di Piazza Navona divisi secondo le categorie degli ex terroristi. Da un lato gli irriducibili. Come Paolo Flores D’Arcais, Marco Travaglio, Beppe Grillo e la “pasionaria” del tubo catodico Sabina Guzzanti in evidente sindrome da “invidia del pene” in uso alla Carfagna. Dall’altro i dissociati. Come Furio Colombo e lo stesso Antonio Di Pietro, prima capofila dei professionisti dell’indignazione e poi preoccupati per gli eccessi di pipì fuori dal vaso compiuti dai comici sul palco. Dall’altro ancora i pentiti. Come Arturo Parisi e Giovanni Bachelet, che quando il gioco si è fatto duro con gli attacchi al Papa ed a Napolitano si sono fatti molli e sono usciti di corsa dal campo.
Ora si discute a quale di queste tre categorie appartenga Leoluca Orlando, candidato dell’Italia dei Valori e del Pd alla presidenza della Commissione di Vigilanza. Che nel momento dello svaccamento della manifestazione ha capito l’antifona ed ha tentato un disperato salvataggio della candidatura allontanandosi dalla piazza. Gli smaliziati sostengono che Orlando faccia parte di una apposita quarta categoria. Quella dei trombati!






