Il “pentito” Camilleri
Prendi il caso del “pentito” Andrea Camilleri. Che è stato a piazza Navona, è salito sul palco dei comici e dei professionisti dell’indignazione, ha letto le sue poesie contro Silvio Berlusconi iniziando da quella che inizia con la conciliante rima “ha più scheletri nell’armadio lui / che la cripta dei cappuccini di Palermo …”, ha comunicato che vota per Di Pietro. Ed il giorno dopo si è dissociato da Sabina Guzzanti e Beppe Grillo spiegando che al momento degli interventi dei due comici era uscito dalla piazza e camminava per le strade di Roma. Ed assicurando che se si fosse trovato sul palco avrebbe chiesto scusa.
Dal raffinato scrittore siciliano ci si sarebbe aspettato un “pentimento” con una spiegazione un po’ più convincente. Invece, nulla di tutto questo. Solo l’adattamento alle circostanze della tipica scusa dei “picciotti” mafiosi. Quel “non c’ero e se c’ero dormivo” che, nella circostanza, è diventato “non c’ero e se c’ero camminavo”.
Pensa quanto si sarebbe incazzato il commissario Montalbano!







Non ho ben capito il significato di questo post!
Mi pare che Camilleri abbia dato una più che plausibile spiegazione al perchè si sarebbe scusato, ti segnalo questo articolo:
http://www.corriere.it/politica/08_luglio_10/cazzullo_da84bc4e-4e40-11dd-a6e8-00144f02aabc.shtml
Non mi pare che si sia pentito di aver partecipato, semmai si è pentito di non poter rimanere ad arginare il deragliamento!
Ciao, Lorenzo
lorenzolago
Luglio 11, 2008 alle 3:45 pm