I duellanti ed il Cavaliere
Pd a congresso
L’emergenza napoletana è stata risolta? Niente affatto. La crisi dell’economia è in via di risoluzione? Non se ne parla neppure. E la questione giustizia? E quella delle infrastrutture vecchie di quarant’anni? E l’inflazione che aumenta, il potere d’acquisto che cala, le retribuzioni che non bastano, le pensioni che fanno fare la fame, la produzione che non riprende e via, via tutte le altre gigantesche emergenze che affliggono il paese?
Bene, le questioni che assillano la gente comune sono tutte sul tappeto, da affrontare e superare. Ed il leader di maggiore prestigio dell’opposizione Massimo D’Alema che fa? Decide di rompere gli indugi e rientra rumorosamente in campo con un convegno (organizzato in nome e per conto suo da 14 think tank) dedicato alla riforma elettorale.
Si dirà che delle emergenze se ne deve occupare il governo. E che l’opposizione ha tutto il diritto di interessarsi di altro. Ma questo vale per una forza di minoranza che ha già espresso posizioni chiare e comprensibili sulle questioni emergenziali. E può permettersi di scaricare sulla maggioranza il compito di dimostrare di saper superare gli ostacoli in maniera autonoma e senza ricorrere alle indicazioni degli oppositori. Il Pd, però, non ha elaborato e fissato idee su nulla. Nessuno conosce le sue ricette contro la crisi. E se quindi il suo leader di maggiore prestigio decide di abbandonare la diletta politica estera per rituffarsi nella politica nazionale prendendo a pretesto la legge elettorale, vuol dire che o vive tra le nuvole o ha in testa un disegno in cui non trovano posto i problemi del paese ma solo i problemi dell’assetto e del futuro del Partito Democratico.
Ovviamente la seconda ipotesi è quella giusta. Il convegno che si è tenuto ieri al Residence Ripetta di Roma ha aperto ufficialmente la fase congressuale del Pd. Nessuno sa quando questo congresso potrà tenersi concretamente. Se verrà anticipato alla ripresa autunnale o se rinviato all’inizio dell’inverno. Di sicuro, però, si sa che presto o tardi il congresso in cui si dovrà decidere la strategia e l’assetto di vertice del Partito Democratico si dovrà celebrare. E che il suo svolgimento ruoterà attorno al dilemma tra la conferma della scelta in favore del bipartitismo o la decisione di ritornare al proporzionalismo. Cioè all’alternativa tra Walter Veltroni e Massimo D’Alema.
Ci sarebbe, per la verità, una terza opzione in ballo. Quella del bipolarismo ulivista tenacemente sostenuta da Arturo Parisi anche a nome del temporaneamente lontano e defilato Romano Prodi. Ma l’impressione generale è che al momento questa opzione non abbia alcun peso. La partita è tra Veltroni e D’Alema. E solo se i due dovessero annullarsi reciprocamente potrà verificarsi la terza resurrezione dell’ex Presidente del Consiglio.
Insomma, i nodi della sconfitta elettorale stanno giungendo al pettine nel Partito Democratico. Con alcune novità di rilievo destinate ad influenzare pesantemente la partita aperta ufficialmente ieri. La prima è che il Pd non rappresenta più l’intero centro sinistra ma è incalzato alla propria sinistra da Di Pietro estraneo “all’album di famiglia” e per questo carico di maggiore potenzialità e pericolosità. La seconda è che la riproposizione del duello tra Veltroni e D’Alema, sia pure sotto la forma del dilemma tra bipartitismo e neo-proporzionalismo, rende il Pd una riedizione dei Ds e tende a marginalizzare o addirittura espellere dal partito gli ex popolari. La terza è che la fase precongressuale esclude una qualsiasi politica di alleanze da parte del Pd visto che gli altri partiti attenderanno l’esito dello scontro prima di assume qualsiasi impegno. La quarte ed ultima, infine, è che a Silvio Berlusconi, proiettato a governare per i prossimi cinque anni, è del tutto indifferente che la partita si concluda con la vittoria dei bipartitisti o dei neo-proporzionalisti. Il suo gioco si svolge ormai in una dimensione diversa. E questo gli consentirà di assumere il ruolo di ago della bilancia della partita tra Veltroni e D’Alema. A vincere tra i due, infatti, sarà chi riuscirà a raggiungere per primo una intesa seria con il leader del Pdl. Il ché sarà pure paradossale ma è il segno preciso delle difficoltà in cui si dibatte il maggior partito d’opposizione.







Come in quel celeberrimo film di Ridley Scott con la differenza non dappoco che i due protagonisti incrociavano le armi all’ombra della grandeur napoleonica.
Nella situazione contingente non si ravvisa uguale tragica dignità.
Certo che un bell’uninominale all’inglese piuttosto che l’inverecondo tedesco o lo spagnolo sarebbe un bel passo in avanti.
Peccato che trattasi di missione impossibile , per citare altra suggestione filmica…
lafayette
Luglio 14, 2008 alle 9:39 pm
Il giornale L’opinione ha pubblicato la notizia che il signor calabria e’ diventato Re Altavilla.
Ribadiamo al Ministro dell’Interno che esigiamo sia fatta luce sulla seguente vicenda . Il quesito da porre al Signor Calabria e’ questo: Vi e’ stato un processo per accertare se Pelliccioni Poli avesse denunciato il falso?Il prof Pelliccioni a pagina 14 del libro ove lo definisce unitamente a Caspis e Barbaccia ,uno dei Tre Falsi Re di Svevia, scrive:”esiste un altro documento che stronca definitivamente ogni velleita’ di discendenza di Assunta Cilento dagli Hauteville(anche per via femminile)del sig Calabria:il Domenico che Calabria spaccia per padre di Francesco, a sua volta padre di Assunta Cilento( 14.luglio 1817) mori’ in Calabria , come si ricava dall’atto di morte, non puo’ essere padre di Francesco , nato il 13 agosto 1829, in quanto Domenico della linea di Foiano Valforte, realtamente degli Altavilla, era morto nel 1817, ossia 12 anni prima che nascesse Francesco. Ma anche per mera supposizione la nonna Assunta fosse figlia di quel Francesco , non avrebbe alcuna prerogativa a trasmettere titoli.Il vero discendente sarebbe invece Cesare D’Altavilla che riporta il vero albero genealogico di Foiano.” Ecco altri interrogativi su cui occorre far chiarezza: Rispondi Segnala abuso 0 Punti Ludovisi 17 Luglio 2008 22:31 Per la trasparenza vorremmo sapere dal ministro dell’interno, se vi sia stato un processo sulla circostanza denunciata da Pelliccioni Poli, indipendentemente dalla circostanza che lo stesso sia stato condannato per insulti a suo padre.In effetti a pagina 207 Pelliccioni scrive ” che Caspis avrebbe inventato come figlio di Ottone certo Kasp, figlio della colpa della moglie di Ottone, senza rendersi conto che se fosse figlio della colpa non sarebbe un Hohenstaufen.” Pelliccioni scrive ancora che Caspis, avrebbe adottato araldicamente suo padre come successore”. Secondo gli storici Caspis e’ un perfetto sconosciuto , pensionato indigente. Non ha alcuna attinenza con i Kasper che tra l’altro mai furono imparentati con gli Svevi. Risulterebbe , dal libro ,inoltre, che avrebbe adottato anche Barbaccia. Su questo punto gli storici concordano:Caspis non era nessuno! Ma Pelliccioni , a pagina 207 afferma anche che Calabria avrebbe falsificato la genealogia della nonna paterna innestandola in quella dei Cilento da Foiano.Parla inoltre di manomissione di una pergamena presentata in fotocopia, ma di cui sarebbe scomparso l’originale negli archivi storici. Vi e’ stato un giudicato in proposito? Non riusciamo a rintracciare il Signor Caspis, vuole risponderci il figlio adottivo araldico?Grazie-La Famiglia Calabria tace da sempre ul quesito!
(da Interpellanza a Napolitano – 17/07/2008)
Agrigento
Agrigento
16 ore fa Segnala Abuso
Ieri ho letto un intervento dello storico Leonardi sul caso Barbaccia, Caspis e Calabria,definiti nel libro di Pelliccioni Poli”Tre falsi re di Svevia”. edizione Pamom ,stranamente rimosso. In alto leggo l’intervento di un avvocato Carmen Calabria Cilento ecc., suppongo figlia dell’ex maresciallo Calabria. Ne approfitto allora per chiedere direttamente alla figlia di soddisfare i quesiti posti da Leonardi.Risulterebbe , infatti, che la causa contro Pelliccioni di Poli riguardasse reato di diffamazione, ma che non vi sia stato un accertamento genealogico, in quanto inammissibile.Vorremmo chiarimenti , sulla veridicita’ relativamente presunta manomissione di pergamene e date di nascita circa l’ albero genealogico della signora Calabria Cilento Assunta . Vorremmo conferma dal legale, visto che potrebbe sorgere legittimo sospetto che rimuovendo l’intervento , si voglia sorvolare sulla richiesta di Leonardi. Vorremmo inoltre chiarimenti sulla circostanza che alcuna Consulta abbia mai riconosciuto Caspis(figlio della colpa della moglie di un presunto Ottone?) erede o parente di Barbarossa .Su che cosa si fonda dunque il titolo di principessa di Svevia dell’avvocato Carmen ?Siamo curiosi. Lungi da noi l’idea di offendere Calabria, o la neo avvocato cui formuliamo felicitazione per i suoi studi, ma perche’, visto che papa’ ottiene riconoscimenti presso Comuni , Chiesa e Forze dell’Ordine, vuole ostacolare legittime richieste di chiarezza? Se Pelliccioni Poli e’ morto , una cosa sono i suoi insulti,perseguibili,altro invece le denunce su cui non si e’ indagato e che se fossero vere prospetterebbero un rosario di reati.Un Ex Maresciallo deve tutelare il proprio onore, visto che appena fu adottato araldicamente dal signor Caspis(definito meno di niente araldicamente, non solo da Pelliccioni, ma dalla consulta tedesca che esclude anche che i Kasper siano familiari degli svevi)si premuro’ di inviare un tam tam nelle caserme, quale Neo Re di Svevia!
Ci sciolga i dubbi ,Avvocato Carmen, ma se non vuole, ce ne faremo una ragione!
Barbaccia, del resto quando si vede colpito nel vulnus, cambia discorso o minaccia denunce , querele. Ma cos’e’ questa querolomania?Noi poniamo domande. A domande ,chi va a presentarsi presso enti pubblici per riscuotere onori o concedere titoli a privati ignari, ha l’obbligo della trasparenza, e di rispondere, senza minacciare querele! Altrimenti vuol dire che ha qualcosa da nascondere. Barbaccia risponde minacciando con l’acido di Brusc. Calabria da ex maresciallo cosa fa , vuole intimoririci con le denunce? Non si addice ad un Re, ne’ tanto meno ad un maresciallo che pare non goda , come le quattro cariche dello Stato di immunita’!
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0 Punti Miliciani
16 Luglio 2008 14:26
Gentile Avvocato principessa Carmen Calabria Cilento d’Hauteville ecc ecc .Per la trasparenza vorremmo sapere se vi sia stato un processo sulla circostanza denunciata da Pelliccioni Poli, indipendentemente dalla circostanza che lo stesso sia stato condannato per insulti a suo padre.In effetti a pagina 207 Pelliccioni scrive ” che Caspis avrebbe inventato come figlio di Ottone certo Kasp, figlio
della colpa della moglie di Ottone, senza rendersi conto che se fosse figlio della colpa non sarebbe un Hohenstaufen.” Pelliccioni scrive ancora che Caspis, avrebbe adottato araldicamente suo padre come successore”.
Secondo gli storici Caspis e’ un perfetto sconosciuto , pensionato indigente. Non ha alcuna attinenza con i Kasper che tra l’altro mai furono imparentati con gli Svevi. Risulterebbe , dal libro ,inoltre, che avrebbe adottato anche Barbaccia.
Su questo punto gli storici concordano:Caspis non era nessuno! Ma Pelliccioni , a pagina 207 afferma anche che Calabria avrebbe falsificato la genealogia della nonna paterna innestandola in quella dei Cilento da Foiano.Parla inoltre di manomissione di una pergamena presentata in fotocopia, ma di cui sarebbe scomparso l’originale negli archivi storici.
Vi e’ stato un giudicato in proposito?
non riusciamo a rintracciare il Signor Caspis, vuole risponderci il figlio adottivo araldico?Grazie
Sappiamo che e’ stata richiesta al Ministri Maroni ed Alfano,e Napolitano una Interpellanza per conoscere su quali criteri storici genealogici sia stato consentito nel maggio 08 cheil signor Calabria aggiungesse il cognome Cilento d’Hauteville -Certamente lo storico Pelliccioni fu soccombente per aver insultato Calabria, ma la causa vinta da Calabria non entro’ in merito alle accuse di Pelliccioni, ma solo sull’insulto.
Nel libro riporta anche che Calabria avrebbe concesso un charter al Principe di Seborga Giorgio Carbone, inaugurando la fratellanza con la Prussia con un certo principe Hohenzollern ,risultato poi i realta’ semplice Signor Zittelman, falso Hohenzollern. Errori di gioventu’? La cosa ci mette i brividi…Considerando l’alluvione di titoli, cavalierati e conferimenti venduti…
Abbiamo saputo inoltre che i parenti di Giorgio Carbone escludono assolutamente la loro nobilta’. Carbone e’ un cognome molto diffuso.Come ha potuto un maresciallo condividere con Barbaccia l’adozione araldica da Caspis, signor nessuno?Barbaccia, poi, appartenente ad una famiglia gotha mafia , favoreggiatori di Provenzano?
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0 Punti Miliciani
16 Luglio 2008 16:03
Insomma mi sembra che Pelliccioni li abbia passati al setaccio tutti! Ma la storia di Calabria mi interessa.Perche’ non chiarisce le domande?
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0 Punti Cirillo
16 Luglio 2008 16:59
Conosco il problema , in quanto imparentato con dei veri Cilento. Il quesito da porre al Signor Calabria e’ questo: Vi e’ stato un processo per accertarpoli fosse falso?Il prof Pelliccioni a pagina 14 del libro ove lo definisce unitamente a Caspis e Barbaccia ,uno dei Tre Falsi Re di Svevia, scrive:”esiste un altro documento che stronca definitivamente ogni velleita’ di discendenza principessa dagli Hauteville(anche per via femminile)del sig Calabria:il Domenico che Calabria spaccia per padre di Francesco, a sua volta padre di Assunta Cilento( 14.luglio 1817) mori’ in Calabria , come si ricava dall’atto di morte, non puo’ essere padre di Francesco , nato il 13 agosto 1829, in quanto Domenico della linea di Foiano Valforte, realtamente degli Altavilla, era morto nel 1817, ossia 12 anni prima che nascesse Francesco. Ma anche per mera supposizione la nonna Assunta fosse figlia di quel Francesco , non avrebbe alcuna prerogativa a trasmettere titoli.Il vero discendente sarebbe invece Cesare D’Altavilla che riporta il vero albero genealogico di Foiano.”
un ex studente di Storia
Roma
Sabato, 19 Luglio 2008 Segnala Abuso
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A giudicare dalle intercettazioni su come Vittorio Emanuele ,consideri le donne , si rabbrividisce a pensare che abbia espresso solidarieta’ sul caso Carfagna.Avrebbe fatto bene a tacere e Carfagna non ha proprio bisogno di tali contributi di esperti pucchiacchieri che danno lezioni a chi non ci sta… o peggio sospetto pedofilo con le sue dichiarazioni…
Ci sta bene un ministro, a suo modo, Maria Goretti, ma un un ex maresciallo Calabria,protagonista del libro del prof Pelliccioni di Poli ed Pamom -Roma : I Tre Falsi Re di Svevia, Calabria, Caspis, decretato dal Ministero dell’interno Maroni, Re Altavilla ,e’ troppo. A quando la nomina di senatore del cavallo di Arcore?
Ero un appassionato di Araldica che frequentava il prof Pelliccioni di Poli.Mantengo l’anonimato perche’ cio’ che interessa e’ solo la realta’ dei fatti o di presunta notitia criminis.. Sarebbe ora che il maresciallo Calabria, onorasse la memoria di un vecchio che ha fatto morire di crepacuore e rivelasse la verita sulla provenienza e collocazione della concessione che lui chiama Bolla.Perche’ si rifiuta? perche’ tace?Ha ottenuto un decreto con tale spirito e con tale stile d’operare?
In relazione alla richiesta di interpellanza sul caso Calabria, ricordo bene la storia della presunta pergamena di Carlo V che nobilitava la famiglia Calabria. Il professore Pelliccioni Poli ,sia a voce che , nel suo libro I Tre Falsi Re di Svevia , scrive:”Le parole sottolineate sono quelle da controllare perche’ e’ li’ che il cognome Mandelli e’ stato sostituito (male)con quello Calabria.Scommetto che la sostituzione del cognome e’ stata fatta non su un documento originale della famiglia Mandelli, ma su una fotocopia di esso, il che ha reso l’operazione assai piu’ semplice;se il Calabria si sente offeso da questa mia affermazione ,esibisca l’originale , oppure dica presso quale Archivio e con quale collocazione esso si trova.altrimenti come potrebbe averne fotocopia?”A parte il fatto che questa non e’ assolutamente una Bolla…ma soltanto una autorizzazione che IA Cataneus (Giovanni Cattaneo) in nome dell’imperatore Carlo V d’Asburgo rilascio’l’!.3.1540 a Francisco Mandelli Co Mandelli consiliario et Senator n.r. ossia a Francesco Mandelli, conte di Mandello, Consigliere e Senatore imperiale, perche’ prendesse domicilio nella citta’ di Como(nona riga:eligere domicilium in dicta civitate Comi)Si pregano i Lettori di munirsi eventualmente di una lente di ingrandimento e di guardare bene la prima e seconda riga :in entrambe il cognome Mandelli e’ stato sostiutito con scrittura simile ma non identica, con quello Calabria)E’ un falso ridicolo e sciocco , perche’ furono i Mandelli , antica famiglia lombarda, nota nel x secolo ad essere decorati del titolo di conte e di Signore dei feudi di Maccagno, piovera, Caorso, Pecetto, Pavone, Montorfano,fornovo e Mandelloquest’ultimo dal 962)”Il prof Pelliccioni di Poli sfidava il signor Calabria non solo a indicare dove fosse l’originale , ma chiedeva come mai i Calabria non avessero mai detto di essere conti di Mandello(probabilmente ne’ Calabria , ne’ Caspis riuscivano a leggerlo) che e’ specificato e lo sfida a dimostrare che un Calabria nel 1540 fosse conte di Mandello, consigliere e senatore imperiale(carica invece del Conte Mandello, famiglia Mandelli) .E se tale presunta bolla parla solo di titolo di conte (in realta’ del conte mandello)perche’ il Maresciallo Calabria si dichiarava conte Paladino, cosa ben diversa, risalente all’epoca di Carlo Magno?. Il prof Pelliccioni aggiunge che tutte le concessioni della famiglia imperiale Asburgo sono in copia o elencate nei grandi archivi di Vienna o di Simancas e da suoi controlli , naturalmente ne’ nell’uno, ne’ nell’altro e’ memoria di una concessione di un mai essitito 8almeno come Conte Paladino)Francesco Calabria.Per concludere questa bolla che non e’ una bolla, ma concessione e’ della famiglia Mandelli e non del Calabria”Ecco quanto scriveva e sosteneva il professore Pelliccioni , che ha atteso invano sino a diventare sordo ottantenne che il signor Calabria rivelasse l’arcano. “E’ sceso nella tomba amareggiato per essere stato condananto per insulti a Calabria , ma di aver invano richiesto che fosse fatta una indagine sia sulla manomissione delle date di Domenico Cilento , sia sulla bolla o concessione manomessa del Mandelli.”
un ex studente di Storia
Roma
11 ore fa Segnala Abuso
A pagina 20 del libro di Pelliccioni di Poli egli esibisce i certificati di due Domenico e dimostra che Cilento Francesco di Domenico e di Cuscione Mariannina e’ nato a Paola il 13 agosto 1829 (antenato del maresciallo Calabria), ma che nella geneaologia presentata dal Maresciallo Calabria, tale Domenico e moglie e’ sostituito con don Domenico Cilento di Foiano( nobile degli Altavilla). L’Atto di morte di tale Domenico emesso dall’Archidiocesi di Benevento , Parrocchia del Santissimo Rosario -Foiano di Valfortore-(BN) e chiunque puo’ chiederne copia attesta che Domenico (di Foiano)sposato a Donna Maria Girolami e’ seppellito in chiesa arcipretale, muore nel 1817, 12 anni prima del presunto figlio Francesco, da cui discenderebbe la nonna Assunta cilento(filatrice)del maresciallo Calabria.Tanto per la cronaca, scrive Pelliccioni, runo cilento (di Paola) e sua moglie Isabella Mantuano avevano anche un altro figlio Francesco, nome che ripetera’ nei Calabria e nei cilento, nato a Paola sei anni dopo il loro figlio domenico(di Paola);morto a Paola il 14.11.1874, sposato con Maria Maselli era di mestiere “conciapelle”. il prof Pelliccioni spiega che numerosi sono gli omonimi Cilento non nobili, nel sud ,e che solo i Cilento di Foiano Valforte sono di una linea degli Altavilla .i mestiori riportati di tale dinastia sono di grandissimo prestigio non solo di dottori ma di ruoli di Eccellenza e vice presidente dell’Assemblea Romana.quel domenico da cui fa nascere Francesco , padre della nonna di Calabria, non ebbe alcun figlio , ed il fratello di domenico Pietro fu battezzato dal confessore della Regina , come poteva domencio di foiano valforte avere per figlio un Francesco nato dodicianni dopo la sua morte di mestiere conciapelle e una nipote Assunta semplice filatrice?Calabria presenta la filatrice Assunta, figlia del conciapelle Francesco, rinato in terra secca della bara di don Domenico di Foiano,un morto da dodici anni, quale Sua Altezza Reale la principessa Assunta Cilento d’Altavilla , da cui fa provenire la sua titolatura di fantasia , con l’unica prova di un lenzuolo ricamato con una corona principesca , affermando che proviene dal suo corredo di sposa.”Ma come poteva la filatrice Assunta essere nipote di Don Domenico , se il padre di Assunta, Francesco Cilento,conciapelle(di Paola) e’ nato 12 anni dopo la morte di Don Domenico Cilento di Foiano Val Fortore (BN)?
ancora oggi il maresciallo non spiega l’arcano e minaccia denunce. Ma la causa che ha vinto contro il prof Pelliccioni diPoli riguarda insulti non l’oggetto del contendere ovvero le accuse di manomissione e falso documentate dal professore defunto.Il Ministero dell’interno ha valutato tali circostanze nell’emanare il decreto e che Calabria sostiene cio’ che e’ smantellato da tutte le consulte , ossia che sia stato adottato da un certo Caspis che descrive come figlio della colpa di una moglie di un inesistente Ottone , presunto erede del Barbarossa.Cosa galattica ed assurda che gli darebbe diritto a definirsi Re di Svevia ecc ecc.ecc.inutile ribadire che ad essere stati adottati araldicamente dal vecchio indigente pensionato Caspis di Bergamo erano in parecchi, tra questi anche Francesco Barbaccia, apaprtenente alla famiglia gotha mafia favoreggiatori di Provenzano , e responsabili della falsificazione dei documenti di Buscetta.Una nota a pagina 31 ( del libro i Tre Falsi Re di Svevia di Pelliccioni di Poli che parla delle follie araldiche di Caspis, Calabria, Barbaccia)osserva :”Ma se Calabria era, come osa affermare , erede della nonna Assunta , la filatrice che avrebbe trasferito le prerogative principesche spettanti ai Cilento d’Altavilla ,perche’ si sarebbe umiliato a chiedere un modestissimo titolo di Barone proprio a colui(Principe Cesare d’Altavilla Sicilia Napoli) i cui diretti ascendenti sarebbero stati privati proprio da sua nonna dei diritti loro provenienti dagli Altavilla , gia’ re di Sicilia? “
aldobrandi
Roma
14 ore fa Segnala Abuso
Ho anch’io una copia del libro che mi ha trasmesso lo stesso autore Pelliccioni di Poli ed in effetti a pagina 189 , Paolo Barbaccia, nominato duca dal defunto Caspis , annuncia alla corte da Poggibonsi ,il 15.1.85 : “ormai sono trascorsi 27 giorni dalla morte di SAR il principe Giovanni e come si usa dire “E’ morto il Re viva il Re ed invito…a rendere omaggio …….a Sar il principe Antonio Francesco Calabria Cilento D’altavilla di Svevia Hohenstaufen”.All’epoca il Signor Barbaccia ,che si professava plebeo, ma figlio adottivo di Caspis , era un suddito di Re Calabria, adottato anche lui da Caspis(smascherato poi come falso nobile ) . Ma appena un anno dopo, come riporta il Corriere della sera 20 sett.1986, in Cronache italiane a firma Wanda Lattes, Poggibonsi, pur affermando di non discendere da Barbarossa, Barbaccia contestava a Calabria una prelazione di adozione araldica e protestava contro il rivale:sono io il re delle due Sicilie!Con il tempo Barbaccia ha ammesso che Caspis fosse un falso nobile, e messo da parte la perizia compiacente di Caspis che affermava che Barbaccia discendensse da Barbazzi di Bologna che sarebbe a suo dire un Antiochia, cosa assolutamente falsa, in quanto la genealogia di Barbazzi di Bologna fa evincere che apparteneva a famiglia di artigiani e addetti ad umili servizi anche in Sicilia di una colonia di Berberi che diedero il nome a via Barberia a Bologna . Andrea Barbazzi fu nobilitato per le sue qualita’ di giurista e non altro. E’ assolutamente estraneo agli svevi e il riferimento che gli Antiochia si chiamassero Bartolomeo, e’ ridicolo, in quanto lo stemma e il nome che esibisce Barbaccia dei Bartolomeo, preesisteva gli svevi , quindi come poteva discendere tale nome ed arma dai bastardi Antiochia di Federico II?Ma anche se fosse un Antiochia, perche’ si dovrebbe anteporre al legittimo ramo , famiglia del poliziotto ucciso dalla mafia Roberto Antiochia che discenden veramente dal ramo naturale di Federico II, ovvero Federico Antiochia?
Gli Antiochia , secondo il testamento di Federico II, possono rivendicare solo il titolo di Conte di Celano e Molise e non altro.Anche se furono temporaneamente vicari , cio’ non significa che fossero eredi, in quanto Vicari erano anche semplici giuristi non nobili, nominati da Federico II,per competenza.
Credo sia indispensabile fare una ricognizione della marea di titoli e cavalierati che Calabria e Barbaccia hanno venduto e distribuiti ed in base a quale fonte e diritto. Se non si fa luce su questa follia araldica innescata dal vecchio Caspis, signor nessuno, Calabria e Barbaccia impazzeranno con i loro mantellacci e patacche , tramettendo tale vocazione anche alle loro future generazioni. A furia di essere ripetuta una sciocchezza, ci si dimetichera’ che sia tale!Questa e’ una falsificazione della Storia ed e’ per questo che urge che si faccia chiarezza sulla vicenda denunciata da Pelliccioni Poli e dagli altri storici e giornalisti intimoriti dalle minacce di un appartenente a clan di Provenzano e di un Ex Maresciallo che gode pr la sua divisa di credibilita’.Nel libro che ha dedicato a Calabria, Caspis, Barbaccia, definendoli Falsi Re di Svevia vi sono denunce circostanziate e provate. La circostanza che Pelliccioni di Poli sia stato denunciato condannato per insulti, da Calabria, viene strumentalizzata come riconoscimento della vericita’ , mentre invece i giudici non hanno mai indagato sulle falsificazioni denunciate dallo storico Pelliccioni di Poli, ma solo su fatti tecnici giuridici di diffamazione.
Lo Stesso ministero dell’interno ha ammesso di ignorare i retroscena della vicenda.
Un Bartolomeo per la sua barba avrebbe avuto il soprannome di Barbaccia.Ecco come per una questione di peli si diventa re , secondo Barbaccia.Un po’ come ha fatto con il cognome femminile della sua antenata che da da Ficarotta o ****rotta ,diventa ****roa.Ma ratificatore di questa acrobazia genalogica e’ evidentemente un temerario giovane stuedente :Infatti si chiamava Lo Piccolo. Solidarieta’ a Barbaccia, famiglia Gotha Mafia e di falsificatori dei documenti di Buscetta, gia’ collusi con Badalamenti , Brusca, Reina, Provenzano?… Ma come poteva il Maresciallo Calabria essere fratello adottivo araldico di un Barbaccia e servirsene quale duca d’armi, poi declassandolo con Caspis a semplice conte?
c’e’ chi dice che avendo entrambi scoperti che Caspis li aveva illusi, facevano a gara a chi la sparava piu’ grossa araldicamente. Siamo arrivati al 2008 ed entrambi indisturbati vendono patacche e conseguono onori presso le istituzioni. Barbaccia e’ querulomane , ma le sue denunce vengono sempre archiviate , quindi ricorre a minacce e a farsi indirettamente forte del nome della sua famiglia che insistemente, ripete egli stesso, favoreggiatori di Provenzano, anche se nega di farne parte, per mostrarsi incensurato.Poi cerca di fare la vittima di diffamazione da parte di persecutori anonimi che attribuisce alla legittima erede cui invano si e’ rivolta per essere riconosciuto . Risulta invece che quando chiese l’aggiunta del cognome ,i legittimi eredi , detenendo il cognome anamnestico Aprile von Hohenstaufen Puoti, tradotto dal 1873 , furono interpellati per il consenso , ma rimasero indifferenti al caso,affidandosi alle valutazioni del Tribunale di Firenze,e concendendo il nulla osta, perche’ tra l’altro ,disinteressati alle velleita’ di Barbaccia che non hanno mai voluto conoscere , ne’ riconoscere, in quanto anche se fosse un Antiochia, ma non lo e’, sarebbe solo conte del Molise.
I giudici nei confronti di padreo o del nonno di Barbaccia affermavano la imbattibile astuzia nel non lasciarsi mai cogliere con le mani in pasta, pur essendo pluriomicidi…
Dev’essere uno scherzo giocare a “cartuscella vince , cartuscella” perde ,,per Barbaccia, nel Bazar di patacche e alberelli da luna park fabbricati nel suo sito, affermava Pelliccioni di Poli, prima di morire…
Da Barbazan Barbato , Barbadoro, Barbablu’, Bardache, un valzer di barbe, per occultare che l’etimo Barbaccia di Marineo ascende ad addetti alla pulitura della Barbachia ossia la cloaca, compito che si affidava a predoni berberi siciliani, ma mestiere utile socialmente e degnissimo:una leccornia che non ha potuto svelare, per la morte improvvisa, ma che aveva diffuso gia’ tra i suoi estimatori
Inferni
Luglio 20, 2008 alle 10:05 am