Orso di Pietra – Il blog di Arturo Diaconale

Il blog di Arturo Diaconale

Il ritorno del federatore

con un commento

Il futuro del Pd

Qual’è il futuro della sinistra italiana oggi più che mai divisa, lacerata ed indebolita di fronte ad un Silvio Berlusconi più rampante che mai? Qualcuno ha già trovato la risposta. E pur non annunciandola apertamente per paura di bruciarla, lascia trapelare che il solo futuro possibile della sinistra è il ritorno al passato. Ma quale dei tanti passati a cui la sinistra italiana potrebbero fare riferimento? A quello in cui un partito, fosse il Pci, il Pds o i Ds, era egemone e tutti gli altri satelliti? Oppure a quello dell’asse di ferro tra ex comunisti ed ex popolari di discendenza dossettiana? Oppure al terzo passato, che poi è quello più recente, in cui la sinistra era talmente plurale da aver bisogno di un federatore esterno privo di un proprio partito ma capace di rappresentare contemporaneamente sia la componente massimalista che quella riformista?
Il primo passato è incarnato da Massimo D’Alema. Il secondo da Walter Veltroni. Il terzo, infine, è quello rappresentato da Romano Prodi.
Quale dei tre schemi e dei tre personaggi è destinato a segnare il futuro dell’opposizione? A prima vista sembrerebbe che la partita non sia a tre ma a due. Che, in pratica, il futuro della sinistra passi dall’affermazione o di D’Alema o di Veltroni. Di sicuro non da un ritorno di Prodi che sembra tassativamente e definitivamente escluso dalla recente sconfitta elettorale.
Invece chi crede di aver trovato la soluzione per la riorganizzazione della sinistra italiana esclude le prime due ipotesi e punta, per il momento non apertamente ma in maniera estremamente circospetta, sulla terza. Come dire che il futuro della sinistra consisterebbe nel ritorno a Romano Prodi.
A dispetto delle apparenze e del risultato elettorale uno scenario del genere non è affatto illusorio. Poggia su una considerazione talmente esatta da apparire banale. Cioè che gli schemi e le forze dei primi due contendenti, Massimo D’Alema e Walter Veltroni, sono talmente consunti e ridotti da rendere impossibile la vittoria dell’uno sull’altro. L’ex Presidente del Consiglio e l’attuale segretario del Pd sono destinati a competere all’infinito e ad annullarsi a vicenda. Esiste una sola possibilità che a spuntarla sia uno dei due. Ma questa passa attraverso un accordo con Silvio Berlusconi che al momento, però, appare lontana anni luce dal quadro politico italiano.
Tra i due contendenti, allora, è possibile che il terzo goda? Una eventualità del genere esiste ed è concreta. Perché la sinistra in crisi diventa sempre più litigiosa, i litigi moltiplicano le lacerazioni e quando la frammentazione raggiunge il massimo livello diventa automatico invocare il ritorno dell’unico personaggio che dal ‘96 ad oggi è riuscito a tenere insieme l’intero schieramento d’opposizione. Tanto più che questo personaggio può vantare di aver battuto due volte Silvio Berlusconi ed è l’unico che proprio in nome dell’antiberlusconismo può tornare a federare la sinistra all’insegna del tentativo di rivincita.
In questa prospettiva si possono inquadrare le campagne di discredito che vengono lanciate da precisi gruppi editoriali contro D’Alema o Veltroni. Si può capire meglio la funzione di Antonio Di Pietro, che tiene in caldo l’antiberlusconismo in attesa del ritorno del federatore. E si può anche dare una risposta agli attacchi a Giorgio Napolitano di alcuni settori del Pd.
Questo è il momento della semina. In attesa che tra qualche tempo Prodi torni e raccolga!

Written by orsodipietra

Luglio 25, 2008 a 12:32 pm

Pubblicato in Editoriali, L'opinione, Politica

Una Risposta

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  1. Ma non voleva fare il nonno?

    Politicrack

    Luglio 27, 2008 alle 1:52 am


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