Allora è vizio! Prendi questa faccenda del film sull’eccidio nazi-fascista di Sant’Angelo di Strazzema che tanti casini ha suscitato in questi giorni. A Spike Lee non importava un fico secco fare del revisionismo nei confronti della solita solfa politicamente e storicamente corretta dei buoni contro i cattivi. E neppure raccontare come negli uomini e nei loro comportamenti il bene si mescoli molto spesso al male ed i chiaroscuri finiscano sempre con il prevalere sul bianco assoluto e sul nero totale.
Niente di tutto questo. Tanto meno offendere la memoria dei partigiani ed imitare Giampaolo Pansa nel rilevare che nelle vicende storiche non è tutto oro quello che riluce. Niente affatto. A Spike Lee andava solo di raccontare quanto potevano essere razzisti e figli di puttana i comandi alleati che nella campagna d’Italia dell’ultima guerra usavano come carne da macello i soldati neri della 92° divisione di fanteria mandandoli regolarmente in prima linea a farsi ammazzare dai nazisti. Insomma. Il regista nero aveva a cuore solo i ragazzi neri della “Buffalo Soldiers” e se ne fregava del resto.
Ma allora perché tutto questo casino? Semplice. Perché alla fine della fiera anche se nero anche Spike Lee è un americano. E agli americani, si sa, non riesce mai di calcolare gli effetti collaterali!