578 mila vip
Giorgio Dell’Arti e Massimo Parrini pubblicano ogni anno un “Catalogo dei viventi” in cui sono fornite notizie biografiche riguardanti un numero ragguardevole di personaggi italiani più o meno noti. Negli anni scorsi nel “Catalogo dei viventi” figuravano poco più di cinquemila voci. Quest’anno la cifra è salita vertiginosamente toccando la quota record di 7.247 voci. Il lavoro di Dell’Arti e Parrini è prezioso. Viene considerato una sorta di indagine Censis della classe dirigente italiana. Ma nessuno, neppure gli autori, ovviamente, si sogna di considerare il volume esaustivo. Quanti potranno essere, però, quelli che in qualche misura contano e non figurano nel “Catalogo”? Qualche centinaio? Qualche migliaio? Addirittura centomila? Per questo uno rimane un po’ perplesso quando legge che nell’archivio di Gioacchino Genchi, ex consulente del magistrato De Magistris, figurano le intercettazioni di 578 mila utenze telefoniche, comprese, spiegano i giornali, quelle dei parlamentari (che sono poco più di un migliaio) e quelle dei capi del servizi (che si contano sulla punta di una mano). E tutti gli altri 577 mila disgraziati intercettati? Sono la dimostrazione che la classe dirigente è molto più ampia di quella indicata da Dell’Arti o Parrini o che in fatto di intercettazioni certi magistrati sono come Totò e Peppino della famosa lettera: punto, due punti e punto e virgola! Che non si dica che siamo tirchi!






