Orso di Pietra – Il blog di Arturo Diaconale

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Epifani irresponsabile

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Sciopero

Non c’è bisogno di ribadire che lo sciopero generale proclamato per oggi dalla Cgil è totalmente inutile. Non è fermando il lavoro e riempiendo le piazze delle città italiane che si blocca una crisi che ha radici e portata internazionale. Molto felicemente il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ha rilevato che scioperare contro la recessione in atto in tutto il pianeta equivale a scioperare contro la jella. E di fronte ad un giudizio così chiaro ed esplicativo non si può e non si deve aggiungere altro sulla inutilità della manifestazione promossa da Gugliemo Epifani.
Ma lo sciopero non è solo inutile. È anche pericoloso. Molto pericoloso. Perché offre una insperata possibilità ai gruppi dell’estremismo più selvaggio ed irresponsabile di infiltrarsi nei cortei dei lavoratori e cercare di concretizzare le suggestione violente che vengono dalla Grecia.
Si tratta di allarmismo ingiustificato? Niente affatto. L’esplosione di violenza in atto ad Atene costituisce un esempio che affascina i gruppi dell’ultrasinistra italiana, quelli dei centri sociali e delle frange anarchiche. Gli incidenti che nei giorni scorsi si sono verificati di fronte ai consolati greci situati in numerose città italiane e che sono stati giustificati dai gruppi che li hanno provocato come un segno di solidarietà per i “compagni” greci, costituiscono un preciso campanello d’allarme. Come escludere che questi stessi gruppi si possano infiltrare nei cortei, sfruttare la buona fede dei lavoratori giustamente preoccupati per le difficoltà crescenti provocate dalla crisi economica e possano sperare di accendere la miccia di una esplosione italiana in tutto simile a quella del paese vicino?
Per i fautori del “tanto peggio, tanto meglio” e per chi punta a sfruttare le tensioni provocate dalla crisi per dare fuoco alle tensioni sociali e rilanciare il ruolo della sinistra massimalista e rivoluzionaria, l’occasione è più che ghiotta. Quasi da manuale. Non servono grandi masse per provocare incidenti destinati a diventare la miccia di una grande esplosione. Bastano pochi gruppi ristretti ma organizzati che si nascondono dentro i cortei pacifici ed inconsapevoli. Ed il gioco può riuscire alla perfezione. Non c’è bisogno di ripetere il G8 di Genova. Non servono centinaia o migliaia di no-global decisi a provocare ogni genere di devastazione. Bastano alcune decine di estremisti. E l’incidente, più o meno grave, è garantito.
L’auspicio, ovviamente, è che l’esempio greco non trovi imitatori italiani pronti a sfruttare le manifestazioni dello sciopero generale. È facile prevedere che le forze dell’ordine abbiano preso le precauzioni del caso. E che i dirigenti della Cgil abbiano fatto altrettanto mobilitando il loro storico servizio d’ordine.
Ma il dato politico di fondo rimane. Aver deciso di confermare lo sciopero generale a dispetto della sua assoluta inutilità e malgrado l’evidente pericolosità provocata dal rischio di contagio dell’ “influenza greca”, costituisce un atto di totale irresponsabilità. Sarà pure vero, come ironizza sempre Bonanni, che la piazza rappresenta per la Cgil ciò che la Mecca rappresenta per i musulmani. Cioè che il sindacato tradizionalmente vicino alla sinistra non può assolutamente fare a meno della tradizionale liturgia delle manifestazioni di massa. O forse sarà ancora più vero che il ricorso allo sciopero generale malgrado la sua inutilità e la sua pericolosità è motivato dalla necessità di sopire con la liturgia le divisioni interne che tendono a riproporre quelle del Pd.
In ogni caso, però, perché il paese deve rischiare di pagare per il “particulare” di Epifani?

Written by orsodipietra

Dicembre 18, 2008 a 3:45 pm

Pubblicato in Editoriali, L'opinione, Politica

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