Non si è trattato di una sconfitta
Congresso Pli
Alla vigilia del Congresso del Pli in cui mi sono candidato alla segreteria ho accuratamente evitato di scrivere editoriali per promuovere la mia candidatura. Per correttezza nei confronti dei lettori. Ora che le assise nazionali dei liberali si sono concluse, debbo però rompere questa regola. E, sempre in segno di correttezza nei confronti di chi legge “L’Opinione” cartacea e quella in rete, mi sento in dovere di spiegare le ragioni che mi avevano spinto a compiere la scelta, quelle che hanno causato la mia sconfitta e dei liberali favorevoli al rinnovamento e quelle che mi obbligano a non gettare la spugna ed a considerare quanto è avvenuto a Roma sabato scorso come solo la prima tappa di una battaglia destinata comunque a concludersi vittoriosamente. Le ragioni della candidatura erano semplici: strappare il Pli, insieme a Marco Taradash ed ai tanti decisi a tentare il miracolo, dal coma in cui versa da troppi anni a causa di una guida politica insufficiente e rilanciarlo nel circuito politico nazionale affidandogli il compito di diventare la coscienza critica, autonoma ed indipendente della sua area politica naturale. Cioè del centro destra. Le cause della sconfitta sono state altrettanto semplici. Mi sono e ci siamo illusi che il Pli, sia pure ridotto ai minimi termini, fosse ancora un partito democratico. Non abbiamo considerato che anni ed anni di gestione personalistica fosse diventato una dipendence di casa De Luca in cui possono entrare solo gli amici del “padrone”. E, così, benché la nostra iniziativa avesse riacceso interesse e suscitato l’arrivo di nuove e qualificate adesioni ad un partito che agli ultimi congressi non aveva avuto un numero di partecipanti superiori al centinaio, il “padrone” ha bloccato l’ingresso dei nuovi tesserati a lui non graditi (circa trecento tessere). In più, nel timore che neppure la blindatura del proprio orticello fosse sufficiente ad evitargli la sconfitta, è ricorso al tradizionale trucco dei vecchi mestieranti della politica di far confluire al momento del voto finale circa duecento vecchietti dei centri anziani debitamente addestrati. Ed ha formalmente vinto un congresso che altrimenti avrebbe perso sia in termini numerici che in termini politici. Stefano De Luca ed il suo impudente vicesegretario Paolo Guzzanti, che accusa me a Marco Taradash di essere gli “ascari di Berlusconi” e che da Berlusconi ha avuto il seggio parlamentare e che sempre dal Cavaliere continua ad avere lo stipendio di vice direttore de “Il Giornale” e di collaboratore di “Panorama”, hanno cantato vittoria. Ma sanno benissimo che la maggioranza bulgara di cui hanno usufruito al congresso è in realtà una risicata minoranza. Quando, tra sessanta giorni, il rispetto dello Statuto del Pli imporrà di considerare i trecento tesserati respinti degli iscritti a pieno titolo del partito, quella che adesso appare come la minoranza diventerà la vera maggioranza del partito. E non ci saranno vecchietti, transfughi malevoli e vecchie mummie ad impedire la ripresa dell’azione di rinnovamento avviata in occasione del Congresso e tesa a fare della dipendence di casa De Luca un partito vero e, soprattutto, vivo. De Luca è convinto che, continuando a svolgere contemporaneamente la funzione di segretario, di Collegio dei Probiviri e di Comitato dei Garanti ed, in generale, di “padre padrone”, potrà infischiarsene della richiesta di un congresso straordinario avanzata dalla stragrande maggioranza degli iscritti. Ma sarà costretto a prendere atto che quella maggioranza non si limiterà a protestare per la truffa congressuale ma darà quei segnali di vivacità politica che nel frattempo il vertice del Pli non sarà in grado di dare. Da adesso in poi, infatti, insieme a Taradash ed ai tanti giovani e meno giovani che hanno tentato il miracolo della resurrezione del Pli, ci comporteremo come se il congresso avesse avuto un esito diverso. Avvieremo iniziative tese a farci svolgere il ruolo di coscienza critica e liberale del centro destra. Con convegni, dibattiti, incontri e manifestazioni. Con un dialogo ed un confronto continuo sul giornale e sulla rete. E con la ferma intenzione di dimostrare che i liberali vivi e veri sono diversi dagli ospiti di casa De Luca, vecchie glorie fuori del tempo, egocentrici irresponsabili, ex militanti missini e querule ex dipietristre antropologicamente illiberali. Se ci sarà il congresso straordinario, bene. Altrimenti, bene lo stesso. Io ed i miei amici vogliamo stare nel partito dei liberali. Non nella dependance della servitù.







ero un frequentatore del blog Rivoluzionario del sig Guzzanti.
Disgustato dal suo atteggiamento verso chi l’ha portato in Parlamento e gli da da “mangiare”, disgustato dalla sua difesa ad oltranza della pseudo attrice Sabina ho chiesto la mia cancellazione dal suo sito.
Sono sempre stato un liberale, parlo dei tempi del Malagodi, ma se ora per tornare ad esserlo devo convivere con questi figuri, rimango volentieri nel PDL
franco
Febbraio 24, 2009 alle 11:00 am
Mi hanno detto da Montorio, che è il nostro paese d’origine, che lei è stato nominato Commissario del Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga. Mi permetta, egoisticamente, di esprimere soddisfazione per la sua presunta sconfitta al congresso del PLI se, come mi dicono, le ha permesso di tornare a occuparsi delle nostre splendide montagne. Conoscendola grazie al suo prezioso lavoro di giornalista e politico (purtroppo non personalmente) sono certo che la sua opera, attraverso uno strumento straordinario come il Parco, contribuirà a far crescere le capacità di governo della nostra terra.
Paolo
Marzo 1, 2009 alle 2:19 pm
Mi associo a quanto scrive Franco.Anch’io ero frequentatrice all’inizio del blog di Guzzanti.Quando ho capito le sue intenzioni(che erano ben evidenti)me ne sono andata.Sono stata anch’io liberale in gioventù.Mi avrebbe fatto molto piacere un partito liberale guidato da Lei e Taradash.Mi auguro che sia possibile fare ancora qualcosa e mi farebbe piacere conoscere le vostre iniziative.Io abito in Lombardia.
Graziella
Marzo 3, 2009 alle 10:33 am
ho notato che il buon guzzanti, la minuscola è voluta, non demorde continua a sputtanare, mi scusi il termine, come al suo solito, senza contradditorio.
Se può mi tenga informato sui futuri sviluppi politici suoi e/o di Taradash.
Con stima dal Friuli
franco
Marzo 3, 2009 alle 4:40 pm
…a tutti, buona pasqua
mi chiamo Claudio, ho 36 anni fra 3 settimane, e se le cose non cambieranno, mi ucciderò.
non scrivo per creare allarmismi o casi umani sensazionali, nè per ricevere elemosina…cerco solo uno straccio di lavoro, come da mesi a questa parte.
la mia è una drastica soluzione, forse da vigliacchi, detestabile, amorale, dite quel che volete, ma all’atto dei conti è l’unica cosa che posso fare in piena libertà decisionale.
vivere? non mi è permesso più.
da anni…
prima è stata la disoccupazione e la mafia a mettermi per terra, in quel di palermo.
l’indifferenza, la burocrazia, l’ignoranza, la mia scarsa capacità di affrontare il duro mondo della sicilia “lavorativa”, sia come uomo che come imprenditore di me stesso.
poi ci si mise l’euro a mettermi in ginocchio, proprio quando arrancando, avevo trovato una mia dimensione al nord italia, lontano da tutto e da tutti.
il fallimento del mio matrimonio ha sfasciato quanto restava…psiche, soldi, famiglia, fiducia…
ero riuscito a riprendermi, piano piano…nuova città, nuova compagna.
adesso la crisi.
ho perso di nuovo il lavoro, ho perso macchina, casa di proprietà, figlia…
fiducia in me stesso non ne parliamo.
ho 7 euro in tasca, e il 15 dovrò pagare un affitto di 380.
7 euro.
gli ultimi soldi della mia vita.
non credo che riuscirò a guadagnarne altri nel giro di poche ore.
non ho famiglia che possa aiutarmi, non ho amici che possano farlo, anzi, a dire il vero, non ho nemmeno amici. ho solo una gatta…dopo di me, morirà pure lei, di fame.
ho un sacco di idee che vorrei realizzare, ma come si fa?
come si fa con 7 euro in tasca? io non lo so fare.
ho venduto tutto il vendibile, e anche ciò che non dovevo vendere.
mi sono indebitato fino al collo per una casa che poi non ho potuto più pagare alla banca. tra pochi mesi me la metteranno all’asta e addio core.
io muoio.
tra 3 settimane.
che posso fare di più?
claudio i.
Aprile 13, 2009 alle 12:04 pm