Angelino Alfano sostiene la necessità che il Pdl dia vita ad un nuovo soggetto politico capace di unire sotto una nuova sigla tutti i moderati italiani. In pratica, a creare un nuovo partito in cui, accanto al Popolo della Libertà, ci siano anche la Lega e l’Udc e tutte le altre componenti minori dell’area del vecchio centro destra.
Ma il pericolo maggiore che grava sul progetto di Alfano, che poi è quello di realizzare in Italia il Partito Popolare Europeo, è che nel corso dell’opera si realizzi l’esatto opposto. Cioè che il Pdl, invece di essere il polo attrattore di Lega ed Udc, si spacchi tra chi vuole ad ogni costo rimanere legato al Carroccio di Umberto Bossi e chi considera ormai irreversibile la scelta dell’alleanza con il partito di Casini.
Il rischio è alto. Perché sul terreno locale il Pdl è strettamente legato con la Lega nelle tre più grandi regioni del Nord, in una ventina di province ed in un numero sterminato di comuni. Ma sul terreno politico nazionale, come ha preso atto con brutale franchezza Calderoli, ha ormai cancellato l’alleanza con il Carroccio scegliendo si sostenere senza limiti di tempo il governo tecnico di Mario Monti.
Nella Prima Repubblica questa differenza non avrebbe provocato alcun genere di sconquassi. Il vecchio Psi andava avanti tranquillamente partecipando alle giunte rosse nelle amministrazioni locali e svolgendo il ruolo di partner principale della Democrazia Cristiana nel governo nazionale. Nel breve periodo, quindi, è facile prevedere che Lega e Pdl possano sopportare senza particolari conseguenze la contraddizione di essere alleati a Milano ed avversari a Roma.
Ma su questo equilibrio precario grava il rischio rappresentato dal governo Monti. Perché fino ad ora l’esecutivo del “commissario” autodefinitosi “tedesco” non ha fatto un bel nulla smentendo con i fatti quella necessità e quella urgenza che ne avevano giustificato la forzosa nascita. Ma presto o tardi dovrà pure incominciare ad operare. Ed è facile prevedere che quando, come è stato annunciato ufficiosamente, toccherà le pensioni, reintrodurrà l’Ici sia pure con una denominazione diversa, imporrà una patrimoniale sia pure leggera (ma una una tantum su proprietà superiore ad un milione di euro è un atto pesante che colpisce buona parte degli italiani) e realizzerà altre misure tese a far stringere la cinghia agli italiani, la divaricazione tra Lega e Pdl tenderà fatalmente ad allargarsi. Perché il Carroccio non potrà perdere l’occasione per recuperare l’elettorato perso nel corso degli anni di governo cavalcando la protesta che salirà inevitabilmente dalle regioni e dai ceti che risulteranno più colpiti dal rigore di Monti. E perché il Pdl non potrà fare a meno di giustificare il proprio sostegno al governo tecnico per non smentire la sua scelta di forza responsabile che si sacrifica in nome dell’esigenza nazionale di fronteggiare l’emergenza.
I nemici dell’alleanza tra Berlusconi e Bossi e quanti lavorano per far fallire il progetto bipolare di Alfano sperano, dunque, che sia Monti con le sue misure a tagliare a metà il Pdl dividendolo in maniera traumatica tra chi non vuole perdere le alleanze locali con la Lega ed i legami con il proprio elettorato e chi ha già cancellato l’esperienza bipolare e punta proprio a lacerare il Pdl per dare vita ad un nuovo centro post-democristiano con cui restaurare la Prima Repubblica proporzionalista.
Silvio Berlusconi ha assicurato che lavorerà con il massimo impegno, sia pure dietro le quinte, per tenere unito il Pdl, salvare l’alleanza con la Lega e dare un contributo di responsabilità al governo Monti. Ma è chiaro che il compito più difficile spetta ora ad Angelino Alfano. Che deve giocare una partita molto delicata e rischiosa per impedire uno smembramento che porterebbe fatalmente alla dissoluzione del Pdl. Sulla carta l’unico strumento su cui può contare per scongiurare un pericolo del genere è il condizionamento del governo. Nella realtà non può limitarsi a frenare gli eccessi di rigorismo o di dipendenza dai poteri forti dell’esecutivo del commissario tedesco. Ha bisogno di una strategia più alta e di maggiore respiro. Si affretti a trovarla. Altrimenti è bruciato!