L’unico risultato concreto raggiunto fino ad ora dal governo dei tecnici è di aver confermato in maniera incontrovertibile la validità del detto che al peggio non c’è mai fine. Se i tecnici sono quelli che non riescono a far abbassare lo spread, che vanno in giro per l’Europa a bussare ad aiuti e che vengono regolarmente invitati a “fare da soli”, che predicano l’austerità formale ma sanno solo accendere le micce delle tensioni sociali con provvedimenti falsamente liberalizzatori, che sanno solo aggredire le categorie più deboli e risparmiare e premiare quelle più forti, è facile concludere che era meglio quando si stava peggio. E che il governo tecnico rispetto a quelli politici che lo hanno preceduto è un rimedio decisamente peggiore del male che avrebbe dovuto eliminare. Non fosse altro perché i politici potevano essere criticati, contestati, sbertucciati, insultati in lungo ed in largo senza timori di sorta. Ma i tecnici, dipinti da una stampa cortigiana come l’”ultima spiaggia” oltre cui c’è solo il mare del disastro finale, non possono essere neppure sfiorati dal sospetto che siano dei pericolosi incapaci espressione della casta peggiore nata negli ultimi cinquant’anni dentro le strutture dello stato burocratico-assistenziale.
E’ troppo presto per parlare di fallimento del governo tecnico? Niente affatto. E’ necessario, al contrario, denunciare per tempo gli indirizzi sbagliati e confusi che l’esecutivo di Mario Monti ha deciso di perseguire, per evitare che gli errori di oggi diventino i disastri di domani. Ed alla fine dell’esperienza dei burocrati e dei rappresentanti dei “poteri forti” al governo, il paese si ritrovi in condizioni decisamente più tragiche di oggi.
Se la crisi in cui versa il paese è provocata da un gigantesco debito pubblico provocato dal rigonfiamento ingiustificato e super-dispendioso delle strutture dello stato, logica avrebbe voluto che il governo avesse incominciato ad operare riducendo progressivamente, sia pure con tutte le cautele del caso, gli infiniti eccessi burocratici che gravano inutilmente sul paese.
La strada imboccata, invece, è stata esattamente quella contraria. Il caso più emblematico ed eclatante è quello delle cosiddette “authority”, quelle strutture dirigiste cresciute a dismisura nell’ultimo decennio che servono solo ad aumentare il peso della burocrazia inutile sui cittadini, che avrebbero dovuto essere smantellate a causa della loro inutilità e dispendiosità e che, invece, non solo non vengono toccate ma addirittura ulteriormente gonfiate. L’annuncio che per collegare la politica della concorrenza con quella industriale, il governo ha deciso di conferire la regolarizzazione dei trasporti all’Autorità per l’Energia e per il Gas. Cioè di creare una super-authority zeppa di burocrati super-pagati con il compito di svolgere una funzione super-inutile visto che già esistono strutture ministeriali rigonfie di funzionari pubblici che dovrebbero svolgere lo stesso identico lavoro.
Insomma, invece di snellire, ridurre, ridimensionare, correggere le storture dello stato burocratico-assistenziale il governo dei tecnici fa l’esatto contrario. Gonfia, aumenta, raddoppia, potenzia, dilata senza alcun criterio di utilità strutture che andrebbero buttate di corsa al macero per alleggerire lo stato del loro peso eccessivo.
Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di un errore occasionale. Ma non è così. Perché ciò che sta emergendo con sempre maggiore evidenza è che tutto si può chiedere al governo espressione della casta dei burocrati privilegiati tranne di tagliare le strutture burocratiche ed eliminare i privilegi di cui i suoi componenti hanno sempre goduto.
Ciò che emerge con tutta evidenza in questa fase, in altri termini, è che il risanamento e le riforme non possono essere realizzate da chi è corresponsabile e beneficiario delle distorsioni da risanare e da riformare.
Può essere che ci voglia ancora del tempo prima che l’intera opinione pubblica si renda conto di questa verità. Ma è certo che ne avrà presto o tardi consapevolezza. Le forze politiche se ne rendano conto per tempo!
MA COSA CI SI POTEVA ATTENDERE DA UN GOVERNO VOLUTO ED IMPOSTO DA UN VECCHIO TROMBONE COMUNISTA CHE A SUO TEMPO AVEVA ACCOLTO I MASSACRATORI SOVIETICI DEI PATRIOTI UNGHERESI COME SALVATORI DELLA DEMOCRAZIA ?