Archivio mensile:ottobre 2008

Il dilemma Orlando-Travaglio

“Ma si nota di più se ci vado o non ci vado?”. Perde quota la famosa frase di Nanni Moretti. Non solo perché l’autore è andato al Circo Massimo e nessuno si è accorto se c’era o se non c’era. Ma perché sta per essere sopravanzata da un’altra frase fatidica che circola con insistenza in questi giorni a San Macuto tra i parlamentari della Commissione di Vigilanza, sia quelli di maggioranza che quelli d’opposizione: “fa più danni se c’è o se non c’è?”. Il riferimento, ovviamente è alla eventualità dell’elezione di Leoluca Orlando alla Presidenza della Commissione stessa. A porsi l’angosciante quesito sono quelli del Pdl insieme a quelli del Partito Radicale, dell’Udc e di buona parte del Pd. Costoro sono tutti convinti che nel presiedere l’organo di vigilanza della Rai l’ex sindaco di Palermo nemico di Falcone e persecutore di Andreotti potrebbe fare solo disastri. Per cui sarebbero ben felici se l’Italia dei Valori rinunciasse alla candidatura ed Orlando non ci fosse. A frenarli nel toglierlo di mezzo, però, è intervenuto Antonio Di Pietro che agli esponenti del Pd che gli chiedevano la rinuncia alla candidatura del proprio uomo ha spiegato di essere disponibile alla trombatura di Orlando ad una sola condizione. Quella di ottenere, in cambio della presidenza della Vigilanza, un posto in Consiglio di Amministrazione per Marco Travaglio. Di qui il nuovo “fa più danni se c’è o se non c’é ?”, questa volta applicato al dipietrista di “Anno zero” ed al Cda della Rai. Un dilemma che sembra fatto apposta a spianare le resistenze ad Orlando. In nome della famosa teoria della riduzione del danno!

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La partita della legge elettorale

Pdl e Pd

Ma siamo proprio sicuri che la sorte della democrazia italiana dipende dalla presenza o meno delle preferenze nella nuova legge elettorale per le europee? Oppure che la speranza di evitare l’avvento di un regime autoritario nel nostro paese dipende dalla introduzione nella stessa legge di uno sbarramento inferiore al cinque per cento?

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La sorte dell’astrologo

L’auspicio, la speranza, l’invocazione è che l’impossibile non avvenga, l’impensabile non si realizzi, l’inimmaginabile non si concretizzi. Che l’amaro calice ci venga allontanato dalle labbra. Che l’uragano venga declassato a pioggerellina di marzo. Che la tragedia non si verifichi e che il disastro venga scongiurato.
È vero che da un anno a questa parte nessuno prende in alcuna considerazione la possibilità del luttuoso evento. E che tutti, ma proprio tutti, danno per certo, inevitabile e ineluttabile che non ci saranno guai di sorta e che i primi giorni di novembre scongiureranno l’ipotesi, esclusivamente astratta e di scuola, dell’avvento dell’Apocalisse. Ma è altrettanto vero che già una volta i sondaggi hanno preso per il culo. E che se mai Mc Cain dovesse vincere a dispetto di tutte le previsioni ci potremmo ritrovare ad assistere (magari con una qualche inconfessabile goduria) ai suicidi di massa degli orfani di Obama. Della serie “crepi l’astrologo!”.

I sospetti dei nemici di Veltroni

Pd

È durato meno di due giorni l’effetto del Circo Massimo all’interno del Partito Democratico. Le “seconde primarie” che avrebbero dovuto rinforzare Walter Veltroni rispetto ai suoi avversari interni e rilanciare la sua leadership almeno per i prossimi dodici mesi, non hanno ottenuto l’effetto sperato. Al sorgere del primo problema concreto rappresentato dalla posizione da assumere rispetto alla nuova legge per le europee, tutte le divisioni e le lacerazioni che la manifestazione “oceanica” avrebbe dovuto ricomporre sono rispuntate fuori più profonde di prima. Continua a leggere

La lezione di Mortensen

Alla Festa del Cinema di Roma si è presentato domenica scorsa Vigo Mortensen. Il noto attore, invece di presentare il film “Good” in cui recita la parte di un professore tedesco che negli anni ’30 cerca di convivere con il regime nazista, si è messo a fare sul serio il professore. Ed ha tenuto una lezione di storia sostenendo che “il nazismo in Germania, le dittature dei generali in Brasile ed Argentina, gli otto anni di Bush in America e Berlusconi in Italia sono tutte facce della stessa medaglia: il potere senza freni che , per sopravvivere divide ed impera sfruttando paura e paranoia del popolo”. Per nostra fortuna il film che Mortensen doveva presentare è “Good” e non il “Signore degli Anelli”. Altrimenti si può stare certi che l’interprete di Aragon avrebbe approfittato dell’occasione per rivendicare per se e per i propri discendenti il Regno d’Italia e tutti gli hobbit regnicoli. A dimostrazione che per il noto e bravissimo attore è molto dura uscire dalla parte e rientrare nella vita normale. Quella in cui lui sa di politica e di storia come una zucchina della teoria della relatività. E poi uno si stupisce se qualcuno gli chiede conto dei “mortensen suoi”!

Auto-licenziamento per durare

Veltroni

Veltroni ha licenziato se stesso. Al Circo Massimo ha richiamato all’appello tutte le diverse componenti della sinistra in nome della loro  diversità e superiorità morale, politica ed antropologica rispetto alla destra che governa il paese. Ed in questo modo ha liquidato la politica della “vocazione maggioritaria” del Pd avviata durante la campagna elettorale ed ha riesumato di colpo la politica ulivista dell’unità di tutte le sinistre che sembrava essere stata uccisa dall’esperienza devastante dell’ultimo governo Prodi. Continua a leggere

I figli di Michele e Walter

È stata illuminante la puntata di “Anno Zero” che Michele Santoro ha dedicato alle occupazioni delle scuole in segno di protesta contro il decreto Gelmini. Un po’ per quello che è stato detto. Magari inavvertitamente ma esplicitamente a proposito delle classi separate per gli immigrati che non conoscono l’italiano. Un po’ per quello che hanno fatto venire in mente in fatto di scuole pubbliche e di scuole per pochi privilegiati.
Sul primo punto Santoro ha portato la propria esperienza personale sottolineando come sua figlia, iscritta ad una scuola straniera e quindi privata, non abbia avuto alcuna necessità di frequentare una classe separata per apprendere la lingua straniera.
Sul secondo punto Walter Veltroni, pienamente solidale con gli studenti ed i professori difensori della scuola pubblica, ha omesso di raccontare la ragione del recente acquisto dell’appartamentino a Manhattan. Cioè permettere alla propria figlia Martina di evitare di perdere tempo alla sempre più incasinata Università di Roma e frequentare più proficuamente la facoltà di Cinema dell’Università di New York. Della serie “e’ figli so’ piezze e core” . Quelli propri. Quelli degli altri sono carne da occupazione.

Psicanalisi di massa

Circo Massimo

Che succederà nella politica italiana la prossima settimana? Si riaprirà il dialogo tra la maggioranza e l’opposizione? Si perpetuerà il muro contro muro? Si scioglierà il nodo del Presidente della Commissione di vigilanza con conseguente scioglimento del sottonodo del Consiglio di Amministrazione della Rai?
Se si rivolgono questi interrogativi agli esponenti del Pdl la risposta che si ottiene è una sola: “bisogna aspettare il ritorno di Silvio Berlusconi dalla Cina”. Se invece lo stesso interrogativo viene presentato agli esponenti del Partito Democratico la risposta altrettanto univoca è che bisogna attendere la manifestazione di domenica al Circo Massimo. Continua a leggere

Lo spirito di Togliatti

Ettore Troilo fu il primo prefetto di Milano dopo la Liberazione. Nominato per meriti partigiani dal Cnl rimase in carica per due anni. Fino a quando, nel ’47, dopo che Alcide De Gasperi aveva scaricato dal governo comunisti e socialisti e formato un nuovo esecutivo con democristiani, liberali ed indipendenti di gran nome (Einaudi, Sforza, Merzagora), il ministro dell’Interno, Mario Scelba, decise di dare un segnale del nuovo corso rimuovendo dalla prefettura l’uomo simbolo del “vento del Nord”.
La reazione dei partigiani comunisti non si fece attendere. Giancarlo Pajetta, responsabile del Pci lombardo, mobilitò il “partito armato”, quello che aveva conservato le armi della Resistenza per la “seconda ondata” che avrebbe dovuto compiere la rivoluzione proletaria. Occupò il Palazzo di Corso Monforte. E dalla studio di Troilo telefonò trionfante a Palmiro Togliatti. “Abbiamo la prefettura!”. “ Bene – rispose gelido il Migliore – e adesso che ci fate?”.
L’episodio ci porta direttamente alla sera del prossimo 25 ottobre. A quando Walter Veltroni tornerà a casa dalla manifestazione del Circo Massimo. E dopo essersi compiaciuto con se stesso per aver portato in piazza un milione di persone , non potrà non domandarsi togliattianamente: “E adesso che ci fai?”.

Più che repressione una grande riforma

Scuola

Si dice che nel fare la faccia feroce contro gli studenti che manifestano in piazza contro la riforma Gelmini il Presidente del Consiglio si sia preoccupato più di rassicurare la maggioranza silenziosa degli italiani che non di minacciare la minoranza rumorosa tipica di ogni giovane generazione. Si dice anche che Berlusconi lo abbia fatto nella piena consapevolezza di dare una mano alla riuscita della manifestazione del 25 ottobre del Pd di Walter Veltroni ma anche nella certezza che non sarà né la protesta studentesca, né le celebrazioni liturgiche dei “democrats” a ridare slancio e forza ad una opposizione priva di un serio progetto politico. Continua a leggere