Il complotto per far fuori il Cav

È singolare che nel Paese del pan-giustizialismo, dove tutto viene ricondotto al giudizio della magistratura, nessuno abbia avuto l’idea di sollecitare qualche Procura ad aprire un’inchiesta sulla notizia di reato resa pubblica dal presidente dell’Ifo, Hans-Werner Sinn. Il professore tedesco, alfiere del nazionalismo economico del suo Paese, ha dichiarato che nel 2011 l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbe avviato trattative per sganciare l’Italia dall’euro. Ed ha lasciato chiaramente intendere che la risposta alla mossa del Cavaliere sarebbe stata l’offensiva estiva sullo spread e sui titoli azionari di Mediaset che avrebbe portato a costringere Berlusconi a lasciare Palazzo Chigi ed a passare la mano a Mario Monti.

Se una Procura come quella napoletana porta avanti un’inchiesta sulla compravendita di parlamentari che avrebbe provocato la caduta del Governo Prodi, la rivelazione di Sinn dovrebbe spingere qualche altra Procura ad aprire un’analoga inchiesta sulla compravendita da parte dei poteri fortissimi dell’Europa dei politici italiani che crearono le condizioni per la sostituzione del governo Berlusconi con un governo totalmente appiattito sugli interessi dei banchieri e dei politici tedeschi. Naturalmente non ci sarà mai un pubblico ministero così temerario da aprire una inchiesta del genere in nome dell’obbligatorietà dell’azione penale.

Ma il fatto che la discrezionalità politicamente corretta spinga magistrati e tutta la grande stampa italiana ad ignorare le affermazioni di Sinn, non cancella una vicenda che se non avesse riguardato Berlusconi sarebbe diventata una conferma clamorosa dello stato di totale sudditanza agli interessi altrui in cui versa il nostro Paese. Le parole del professore tedesco impongono di riaprire una pagina di storia troppo rapidamente archiviata all’insegna della presunta inadeguatezza internazionale del Cavaliere.

Forniscono indicazioni suggestive ed inquietanti sulle ragioni della guerra di Libia scatenata da Francia e Gran Bretagna, sulle risatine di Sarkozy e della Merkel all’indirizzo del “buffone“ italiano, sugli artefici della scissione di Gianfranco Fini prima e di Angelino Alfano adesso, sugli assalti dei mercati e delle borse all’economia del nostro Paese ed alle finanze del Cavaliere nell’estate del 2011, sull’operazione che ha portato Mario Monti alla guida di un governo tecnico impegnato solo a fare i “compiti” assegnatigli dalle cancellerie dell’Europa del Nord. E gettano, infine, una luce decisamente sinistra sulle assicurazioni date dal Presidente del Consiglio Enrico Letta agli imprenditori, banchieri e politici tedeschi sul definitivo superamento del “pericolo Berlusconi”.

Questo significa che il tramonto del Cavaliere è la conseguenza di un complotto internazionale realizzato con il sostegno e la compiacenza di tanti italiani pronti a servire gli interessi stranieri? Le teorie complottistiche vanno prese sempre con le pinze. Ma per molto meno sono state aperte inchieste dalla magistratura ed istituite apposite commissioni parlamentari. Nessuno pretende questo. Ma chiedere a Sinn di chiarire il senso delle sue parole sarebbe quantomeno opportuno. In fondo non è indifferente sapere chi difende gli interessi del nostro Paese e chi si vende agli interessi degli altri!

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